domenica 30 gennaio 2011

NIKI APRILE GATTI, BERTRAND RUSSELL, GIANNI CHIODI, L'ASSENZA, LO SPLENDORE E ....L'INCHIESTA DI NAPOLI


"L'Amore, il lavoro e la conoscenza sono le fonti della nostra vita.Dovrebbero anche governarla."

Wilhelm Reich







Amore mio,

sarei ripetitiva nel dirti quanto la tua assenza ci sta distruggendo......per reazione passo dall'emotività alle lacrime,all'angoscia....più profonda...tutto mi parla di te....quando entro nella tua camera...sfoglio il tuo diario....le tue cose....tutte così intatte lì ad attenderti...giorno dopo giorno....mese dopo mese.....anno dopo anno....Sai bene come la pensavo...."la vita continua in un'altra dimensione più alta.. ma continua..."Ho supplicato ho pregato...perchè mi venisse data anche solo la centesima parte di quell'assicurazione per Te....non c'è risposta.....Sto male Niki....tutto qui giù è brutto, è anonimo, senza il tuo sorriso, senza il suono della tua voce....senza la tua creatività....rendevi tutto speciale, tutto unico!



Avevo il mondo tra le braccia.....
Tu Niki eri il motore della mia esistenza da sempre........io spero tanto che almeno la Verità sulla tragedia che ha distrutto la tua esistenza e le nostre venga fuori, che i colpevoli paghino, Tutti!!!
Chi ti ha ucciso, chi ha ucciso i tuoi sogni manipolando la reltà delle cose...., chi ha rubato, occultato, depistato, l'inchiesta verrà riaperta e ognuno pagherà per tutto questo!!!
Diceva Russell :
"Coloro le cui vite sono feconde per se stessi, per i loro Amici o per il mondo, sono ispirati dalla speranza e sostenuti dalla gioia; essi vedono con l'immaginazione le possibilità del futuro e il modo in cui esse devono essere realizzate. Nelle loro relazioni private essi sono dominati dall'ansia di perdere l'affetto e il rispetto di cui sono fatti oggetto; essi liberamente distribuiscono affetto e rispetto e la ricompensa giunge da sè senza che loro la debbano cercare. Nel loro lavoro non sono perseguitati dalla gelosia....dei competitori, ma il loro unico interesse è il reale problema che deve essere affrontato e risolto......"
Propio il contrario dei delinquenti......

"Odiare i mascalzoni è cosa nobile" (Marco Fabio Quintiliano)

Ti Amo Niki
Shalom
Mamma



.....E ancora diceva Russell:

"Trasmettere il senso del valore delle cose che non fanno parte delle forme di dominio, contribuire a creare dei cittadini equilibrati di una comunità libera, e attraverso la combinazione di questa appartenenza alla Comunità con la creatività individuale, mettere gli uomini in condizione di conferire alla vita umana quello splendore che, come un limitato numero di persone hanno dimostrato , la vita può raggiungere!!"

Queste parole lette oggi.....ci sembrano così importanti... ma così lontane....... dalla nostra realtà......e ci sembra davvero di perdere ...perdere tanto ... in spessore umano!!!

Vediamo quello che è successo in questi ultimi giorni ed ha toccato anche la nostra Regione....

La sfortuna di Chiodi: gli arrestano il commissario appena nominato

ABRUZZO. Soltanto lunedì scorso il presidente della Regione, Gianni

Chiodi, aveva annunciato senza falsa modestia l’arrivo di 40 milioni

di euro per il rischio idrogeologico.

Una cifra enorme per mettere fine (?) all’annoso problema delle frane

ma anche dell’erosione della costa. A gestire questa montagna di

soldi (che oggi sembra franare un po’) doveva essere un nuovo

commissario

nominato dal governo (dopo quelli della sanità, il terremoto,

le emergenze fluviali, per i vari enti pubblici in difficoltà ecc).

Il nome annunciato da Chiodi è stato quello di Gianfranco Mascazzini.

Questa mattina però nell’ordine di cattura spiccato da parte della

procura di Napoli, che ha chiesto l’arresto di 14 persone tutte a

vario titolo coinvolte nella gestione dei rifiuti di Napoli,

c’è anche quello di Mascazzi.

Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del Ministero

dell'Ambiente, è stato arrestato dai carabinieri del Noe e dalla

Guardia di Finanza di Napoli.

A questi tuttavia sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Sono invece finiti in carcere, fra gli altri, Lionello Serva, ex

sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio

Di Biasio, tecnico degli impianti del Commissariato,

Generoso Schiavone, responsabile della Gestione

acque per i depuratori della Regione Campania

e Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione.

Un imprevisto che non faciliterà l’operato del presdidente Chiodi che

proprio ieri aveva presentato un consuntivo entusiastico dei primi

due anni di governo non lesinando però anche accenni alle diverse

inchieste giudiziarie che, ha ammesso, hanno creato non pochi

ostacoli alla sua attività amministrativa.

La scorsa settimana sono stati poi nominati -dopo oltre sei mesi di

carenza- due nuovi assessori regionali che mancavano da quando

per vicende connesse l’ex Daniela Stati e Lanfranco Venturoni sono

risultati indagati anche loro per vicende partite dalla gestione

dei rifiuti.

La Stati si è dimessa immediatamente,

mentre Venturoni (arrestato) ha dovuto lasciare l’assessorato alla

sanità qualche settimana dopo.

DALL'''ALLEVAMENTO'' DEI MINISTRI AGLI INCIDENTI

DI PERCORSO

Dopo una lunga carriera nell'Ambiente e 'qualche incidente' di

percorsola Regione Abruzzo ha accolto a braccia aperte il nuovo

commissario che secondo un articolo del Sole 24 ore del giugno

di due anni fa

dal titolo 'I protagonisti di uno scandalo senza attenuanti'

ha allevato intere generazioni di ministri dell'Ambiente.

«Da Giorgio Ruffolo a Mattioli, da Ronchi a

Pecoraro Scanio fino alla Prestigiacomo.

Uomini di Mascazzini (Leonello Serva, Marco Giangrasso)

hanno affiancato i supercommissari che si sono passati di mano

un'emergenza infinita.

Un ossimoro, come ha osservato Roberto Barbieri»,

presidente della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti.

L'alto funzionario compare anche nell'inchiesta 'Black Mountain'

della Procura di Crotone (insieme ad altri 46 indagati)

sui veleni della Pertusola Sud.

Secondo la stima effettuata dal pm Bruni, fino al 1996, nei

depositi dell’azienda erano stoccati almeno 200.000 metri cubi

di materiale, pari a 400.000 mila tonnellate di scorie.

Mascazzini è stato intercettato anche dalla procura di Napoli

nell'inchiesta sulla gestione commissariale dell'emergenza

rifiuti tra il 2005 e la fine del 2007.

Marta Di Gennaro, ex vice di Bertolaso, anche lei arrestata questa

mattina, nel giugno 2007 a telefono con Bertolaso dopo una riunione

sulla discarica di Terzigno, gli riferisce ciò che ha detto

ai suoi interlocutori:

«Noi stiamo parlando di una discarica da truccare e voi ci

dovete aiutare».

Esisteva secondo gli inquirenti, «un utilizzo arbitrario dei rifiuti», che

aveva molte conseguenze.

«La prima è la puzza che si sprigiona da quella che dovrebbe essere

spazzatura stabilizzata ma non lo è», si legge in un articolo del Corriere

della Sera. «La Di Gennaro ne parla con Gianfranco Mascazzini,

alto funzionario del ministero

dell'Ambiente che deve fare una relazione da mandare alla Comunità

europea ed è preoccupata per quanto stava accadendo con

l’emergenza-rifiuti, e vuole avere notizie su Terzigno e le altre

discariche.

Mascazzini: «... stiamo cercando di immaginare che cosa

possiamo dire...

Su Terzigno pensiamo di metterci solo marmellata fritta...

Il mio problema è di avere quattro carte...»

L’immondizia che esce dagli impianti di trattamento puzza da morire.

E non dovrebbe,visto che dagli impianti dovrebbe uscire

materiale «inerte».

Che fare? Al telefono parlano ancora Di Gennaro e Mascazzini

che ha contattato dei tecnici dell’Enea:

«... Il tentativo è di trattare con una polverina magica... tipo la calce...

che mischiata con la roba da trattare con... la roba da spostare...

la rende meno puzzolente».

« RISCHIO REITERAZIONE REATI»

Per il gip Napoli che ha valutato in oltre 940 pagine di ordinanza di

custodia cautelare Gianfranco Mascazzini poteva reiterare il reato

e per questo si è reso necessario un provvedimento restrittivo

personale se pure con il beneficio dei domiciliari dato che

«risulta avere compiuto da tempo i settanta anni».

Mascazzini, rileva il gip, e' consulente della Sogesid,

«societa' in house del ministero dell'Ambiente cosicche'

anche l'attuale ruolo rivestito lo pone

direttamente a contatto con le tematiche ambientali

e di salute pubblica».

Siamo lontani vero da quello splendore degli uomini di cui

parla Russell??????????

MOLTO.....

PER NIKI

"Ti amo. Parole facili a dirsi.
E tuttavia nel proferirle il cuore mi vien meno,
giacchè il loro significato è pieno e musicale come il suono
della campana del destino."
~ Villon ~
Ti Amo
Shalom
Mamma



mercoledì 26 gennaio 2011

NIKI APRILE GATTI, GAD LERNER,STIVEN MUCCIOLI, MARCO PELLEGRINO,LE INDAGINI,LA POSTA,LA POESIA E....GLI INSULTI



"Ci sono persone che cambiano in meglio la vita di un popolo, e ci sono persone che cercano di ottenere il meglio per se stesse a danno di chiunque. I primi sono gli statisti che vorremmo, i secondi sono persone che troppo spesso giocano a fare gli statisti".



Roman De Pomery







......NON SOLO HANNO "RIPULITO" L'APPARTAMENTO DI NIKI, MA SI SONO "CURATI" ANCHE DI RITIRARE TUTTA LA POSTA.....IO NON HO UN LETTERA CHE DICO UNA???? NON UNA LETTERA ARRIVATA A NIKI DOPO IL 24 GIUGNO.....NIENTE NON UN ESTRATTO DI UNA CARTA DI CREDITO....NEANCHE LA PUBBLICITA'......IO CHIARAMENTE L'HO DENUNCIATO....MA NESSUNO MI HA RISPOSTO......CHI MI HA FATTO SPARIRE ANCHE TUTTA LA CORRISPONDENZA????? E PERCHE' NON SI E' INDAGATO???




Ed ora voglio farvi ascoltare una bellissima poesia scritta dal poeta Marco Pellegrino proprio per il mio Niki

(ascoltatela è bellissima!!!!)

Grazie Marco

"PIUMA SUL TUO CUORE" di Marco Pellegrino







Riporto integralmente l'articolo pubblicato da Stiven Muccioli sabato 22 gennaio 2011 per aiutarvi a capire meglio il labirinto in cui si è consumata la morte del mio amato Niki....

San Marino. Il Caso Delta e Il Misterioso Omega





Lo scorso 11 Gennaio, su alcuni giornali italiani arrivava l'ennesima notizia sulla vicenda "Punto Shop", sulle prime pagine dopo l'ipotesi accusatoria di bancarotta che vede oggi coinvolti quattro imprenditori; due italiani e due sammarinesi.

L'indagine è ancora in corso, e a questo punto del procedimento l'intenzione del magistrato inquirente Rita Vannucci è capire se ci sia stata omissione di controllo da parte del Collegio formato interamente da commercialisti sammarinesi. Un nodo questo, che il Tribunale di San Marino ha necessità di sciogliere al più presto, e per il quale ha già predisposto le rogatorie necessarie.

Perché parliamo di questa vicenda?

Ne parliamo per il semplice motivo che questo triste e confusionario epilogo, forse era già scritto.

Il 17 Maggio del 2010, su queste stesse pagine scrissi dell'oscura vicenda Agile-Eutelia-Omega, che riguardava da vicino il tutt'ora irrisolto caso della morte di Niki Aprile Gatti.
Una vicenda, quella narrata in quelle righe, che ad oggi ancora non ha risposte.


Erano quelli, i giorni in cui il Tribunale di San Marino dava il suo placido consenso al concordato che permetteva alla società Omega di acquisire l'azienda "Punto Shop", con l'obiettivo di farla funzionare regolarmente e far fronte ai debiti. Un tragico abbaglio.


Da quel momento in poi infatti, di buone nuove neanche l'ombra, mentre si sono accavallate senza soluzione di continuità notizie sempre più buie sull'andamento della società Punto Shop, fino alla situazione attuale. Un film visto ormai troppe volte, con sempre lo stesso protagonista. Omega.


Nelle ultime settimane però, il nome "Omega" non viene accostata solo alla vicenda Punto Shop. Questo nome, spunta anche in un articolo del bravissimo Roberto Galullo, che il 10 Novembre scorso, scrive sul suo blog "Guardie o Ladri", un interessante post intitolato "I pm di Forlì, Carifin e il misterioso Omega".


"Il misterioso Omega", scrive Galullo, sarebbe il protagonista di una incredibile vicenda scritta nero su bianco nella coda della rogatoria internazionale avanzata dalla procura di Forlì sul caso Sopaf-Delta-Carisp San Marino, che il commissario Rita Vannucci (lo stesso che si sta occupando della vicenda Punto Shop) ha firmato l'8 Maggio.


Fra queste righe (che riguardano l'arco temporale fra il 1° Novembre 2004 e il 5 Maggio 2009) si parla della storia di questo personaggio, tale "Omega", che telefonando da un telefono fisso di Lamezia Terme (come confermano i tabulati), chiamava la finanziaria Carifin (Società Anonima) di San Marino, prenotando dei prelievi di denaro per i quali -leggete bene- sarebbero stati necessari "più automezzi".


Fermiamoci un attimo, perché -come sottolinea magistralmente Galullo- qua la storia si fa strana. Per quale tipo di prelievo, possono servire degli "automezzi"? E più d'uno per giunta!


La prima cosa che si può pensare è che si tratti di cifre assolutamente enormi, oppure che gli automezzi servivano per mascherare qualcosa. O entrambe le cose.


In ogni caso, quello che troviamo in questo documento -spiega Galullo- ci riporta ad un vecchio memoriale di un pentito di 'ndrangheta, tale Francesco Fonti (salito alla "ribalta" su L'Espresso per i suoi racconti sullo smaltimento di rifiuti tossici da parte delle cosche), il quale raccontò che negli anni novanta, quella di utilizzare grossi automezzi per trasportare denaro da San Marino all'Italia era pratica diffusa. Che è un po' come dire che da quel periodo al 2009, le cose cambiarono poco.


L'immagine è quasi comica. Ma ve li immaginate questi camion, che per le stradine di montagna che circondano il Titano sfrecciano nella notte verso la finanziaria, per poi caricare -chissà- monete d'oro!? Sacchi con il dollaro? Lingotti? Pacchi di banconote da 50 Euro!? E' incredibile.


Facciamo ora un piccolo passo indietro, e torniamo al nostro "misterioso Omega", perché c'è qualcosa che non torna. Omega infatti, non è un nome di fantasia. Ne parla il 2 Giugno Lionello Mancini, sulle pagine del Sole-24Ore, con un servizio nel quale scrive del verbale di Gianluca Ghini, direttore di Carifin (la società anonima a cui telefonava il nostro uomo del mistero). Ghini nella sua deposizione fa intendere che quello di farsi chiamare con il nome della società di appartenenza è una vecchia usanza e, di conseguenza,"quello è certamente un vecchio cliente".


Quindi non c'è nessun "Signor Omega". Nelle pagine della rogatoria, si parla semplicemente della -società- Omega, che - a conferma di questo - ha proprio una delle sue sedi a Lamezia Terme (da dove arrivavano le telefonate). Era perciò la stessa azienda che commissionava a Carifin questi ingenti prelevamenti sul Titano, mandando appositi "automezzi".

Ma cosa c'è dietro Omega?
Sicuramente non è un'organizzazione filantropica. Si tratta di una società (Omega), in mano all'impresa inglese Restform, un'azienda fantasma, la cui sede di comodo era in un "sottoscala" di una modesta palazzina a Londra.

A scoprirlo, fu il quotidiano Il Manifesto in un'indagine dello scorso Novembre, nella quale venne a galla un pacchetto di azioni della Restform in mano a Daniele D'Apote, imprenditore edile indagato per collusione con la 'ndrangheta.


I legami con la mafia calabrese vennero in seguito confermati dall'indagine Varano, condotta dalla procura di Forlì, che sospetta che San Marino venga usata per riciclare decine di milioni di euro dalla 'ndrangheta nel settore della telefonia con il sistema delle fatture false.


Omega infatti, fa le cose in grande.


Negli ultimi otto mesi rileva alcuni rami d'azienda -in forte perdita- di Eutelia (attraverso la controllata Agile), e un'altra quindicina di società in rosso tra cui quelle del gruppo Phonomedia (12 call center in Italia ed altri in Argentina e Albania), la Videoline/2 e la Punto Shop.


Niente male, considerando che in ognuna di queste società l'arrivo della gestione Omega ha avuto effetti micidiali per i lavoratori, con licenziamenti e sospensione di stipendi.


Il bello però, deve ancora venire. Perché c'è rimasta da chiarire la posizione di questa società anonima finanziaria, la Carifin, che accoglieva amorevolmente gli "automezzi" del "signor Omega", per poi rimandarli indietro ben farciti di denaro contante, manco fossero tacchini il giorno del ringraziamento.


Sembra di essere in una di quelle storie alla James Bond. C'è Londra sullo sfondo, il "misterioso Omega", la criminalità organizzata che scorrazza con camion zeppi di soldi, ed ora si aggiunge un'altra società che si chiama come una lettera dell'alfabeto Greco.


E' a questo punto della storia, che spunta fuori il Gruppo Delta.


Carifin infatti (la società anonima verso cui il "misterioso Omega" mandava gli automezzi), è la finanziaria controllata al 99.98% dalla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, la banca finita nell'occhio del ciclone dopo che alcuni mesi fa, la procura di Forlì ordinò l'arresto dei suoi vertici e di quelli di alcune società controllate. La Carifin e, appunto, il Gruppo Delta.

Le ipotesi di reato avanzate dai PM pesano come macigni. "Associazione per delinquere per realizzare un'abusiva attività bancaria e finanziaria in Italia, riciclaggio ai fini dell'occultamento di reati come l'appropriazione indebita, la distrazione di fondi, il falso in scritture private, l'evasione fiscale, l'emissione di fatture per operazioni inesistenti e la truffa ai danni dello stato".


Tutti in manette e Gruppo Delta commissariato dalla Banca d'Italia in seguito alle "gravi irregolarità".


Dobbiamo fare una piccola digressione a questo punto. Perché quella del commissariamento di Delta, è una storia tutt'altro che limpida.


Dietro a questa operazione infatti, sembrerebbero profilarsi una serie di speculazioni messe in atto partendo dall'estenuante protrarsi della gestione liquidatoria che oggi, dopo 17 mesi, ha messo in ginocchio il gruppo.

Sul caso Delta, e più precisamente sulle speculazioni che sarebbero in atto, è tornato nei giorni scorsi anche Andrea Di Biase, di Milano Finanza.


"...a partire da giugno 2009 su Cassa di Risparmio furono esercitate forti pressioni affinché acquistasse l’intera proprietà di Delta e cioè il famoso 15 e rotti per cento di pacchetto azionario ancora detenuto da Sopaf.


...Una sorta di ricatto a cui il 31 luglio 2009, si è dovuti cedere...una farsa giocata contro la Repubblica di San Marino e la sua possibilità di fare banca in un paese ‘amico’.


Nessuna accusa di riciclaggio si è più manifestata, nessuna banca è intervenuta per il salvataggio, e solo la forza di Delta, fiaccata da una gestione liquidatoria, è riuscita fino ad oggi a reggere il peso di un attacco in grande stile al capitale e alle persone che formavano il gruppo bolognese. A questo punto sarebbe chiarificatorio capire chi sono fisicamente le persone che hanno esercitato le pressioni."

Chiudiamo il cerchio.

Una circonferenza che parte dalla società Omega, passa dall'anonima Carifin, attraversa la Cassa di Risparmio di San Marino e arriva al Gruppo Delta. Con uno sfondo fatto di speculazioni finanziarie e rapporti oscuri.

Ma la storia non finisce qui. Non finisce affatto.


Ogni settimana si aggiungono pezzi ad un puzzle che sembra non voler mai svelare il suo disegno ma, al contrario, diventa sempre più grande.


Un disegno che coinvolge, purtroppo, anche le migliaia di dipendenti che inconsapevolmente si trovano intrappolati in questi ingranaggi, e che da troppo tempo aspettano risposte.


S.M.


(Ho commentato sul blog di Stiven questo articolo.....davvero lodevole!!! Le tessere del puzzle ci sono tutte e l'immagine è visibile.....si incastreranno finalmente?????????)







Per Niki





"Le vie della violenza: la ricchezza senza lavoro,

il piacere senza coscienza, la conoscenza senza carattere,

il commercio senza moralità, le scienze senza umanità,

il culto senza sacrificio, la politica senza principi."

(Gandhi)

Ti Amo

Shalom

Mamma

L'Infedele .....a telefonata di Silvio Berlusconi



sabato 22 gennaio 2011

NIKI APRILE GATTI,SANTORO, BELPIETRO, SALVATORE CUFFARO, IL CHIARIMENTO E ...L'ARRESTO!!!



















Ci vuole buona memoria, la memoria, come diceva Kundera, è una vera nemica del potere.




Ora guardate cosa è successo ad Annozero l'altra sera ......


E' diventata la guerra dei numeri. Ma di cellulare. Sulla prima pagina di Libero, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, questa mattina si legge "Discrezione Zero: Santoro dà il cellulare del Cavaliere. Questo è il suo...". Un vero e proprio attacco-vendetta a Santoro, con la pubblicazione in prima pagina e a caratteri cubitali del suo numero di cellulare.

Vendetta è stata fatta dunque dopo la diretta di giovedì 20 gennaio quando, l'inviato di Annozero, Sandro Ruotolo ha intervistato la escort Nadia Macrì. Ruotolo ha poi portato in studio l'agendina della bolognese con il numero di telefono di Berlusconi, nascondendo le ultime tre cifre con un dito. Ma gli ultimi tre numeri erano già ricavabili dal dossier spedito dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni a procedere dalla Camera. Addizionandoli agli altri mostrati da Annozero si è ricavato tranquillamente il numero di Berlusconi.

Libero ammonisce: "Nella puntata di Annozero andata in onda giovedì, si sono nascosti dietro un trucchetto. Hanno coperto le tre cifre finali. Le quali, però, si possono ampiamente ricostruire. Così da due giorni grazie al tam tam dei blog che hanno risolto il facile enigma" - prosegue il quotidiano - "migliaia di persone hanno telefonato al premier intasandogli la linea. Chi ci ha provato riferisce che prima rispondeva una voce di donna, poi un segnale fisso di occupato".

Il giornale berlusconiano continua a tuonare come un temporale, ed al sermone precedente aggiunge l'ultimo ennesimo attacco a Michele Santoro ed al suo Annozero: "Ecco il suo numero. Non lo hanno intercettato né indagato. Però potrà provare lo stesso il brivido del contatto diretto con il pubblico. Potrà seguire lo stesso consiglio che dispensa lui al premier: 'C'è poco da commentare ci sono tante compagnie telefoniche, se il premier è preoccupato cambi numero'. Se non gradirà, potrà anch'egli affidarsi a un nuovo gestore o chiedere una nuova Sim". Povera Italia.

E già davvero " povera Italia"!!!!!!!!!!!!

Pensate che Belpietro ha asserito una cosa gravissima (se vera) alla quale nessuno però ha dato risalto....e che avrebbe dovuto far sobbalzare l'Italia Intera!!!! Ha dichiarato (per giustificare quasi....) la telefonata del Premier in questura per Ruby, che "ci sono stati altri che hanno telefonato di notte ai Magistrati per far uscire i figli dal carcere....." (approssimativamente la frase era questa......)

Ma allora Belpietro perchè non dice "CHI ha telefonato a CHI "????????????? Perchè questo fatto è gravissimo....questo vorrebbe dire "LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI" ma non è solo una ipotesi...è stato affermato davanti a tutti... a milioni di telespettatori.......a milioni di Italiani ......allora CHI non ha avuto qualcuno che telefonava........??????????

Nei 5 giorni che Niki è stato lì dentro ho parlato con tutti gli Avvocati possibili....cioè mi state dicendo che mi dovevo preoccupare di altro???????????????????.....e NIKI SAREBBE ANCORA VIVO??????????????


Io spero che Belpietro chiarisca........

Questo era quello che a mio avviso doveva uscire a caratteri cubitali sui giornali e non la storia assurda del telefonino....pensate che il Premier non avesse la possibilità di cambiare numero o avesse solo quello??????

Una persona su Facebook mi ha scritto:

"Una volta i giornalisti erano i cani da guardia del potere ...ora sono i cani da compagnia....!!!!!"

Non voglio crederlo e vorrei che Belpietro chiarisse .....lo vorrebbe tutta l'Italia!!!!

LO VORREBBE NIKI !!!!!!!!!!!!! VERITA' E GIUSTIZIA PER NIKI!!!!!








Cuffaro si consegna ai carabinieri
"Resto fiducioso nelle istituzioni"

Il senatore del Pid ha atteso nella sua casa romana l'arrivo dei militari dopo la condanna in Cassazione. "Se ho saputo resistere in questi anni difficili è soprattutto perché ho avuto tanta fede e la protezione della Madonna"

'Cuffaro Salvatore Cuffaro

Ha pregato a lungo nella chiesa di Santa Maria della Minerva. Poi è rientrato nella sua abitazione in via del Panteon 57. Quando ha appreso che la sentenza di condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione del segreto istruttorio era stata confermata dalla Suprema Corte, ha deciso che non avrebbe aspettato i tempi della burocrazia e si sarebbe andato a costituire.

"Per favore restate giù. Sta arrivando la polizia per prendersi mio padre e portarlo in carcere". Così al citofono il figlio Raffaele ha risposto ai giornalisti che chiedevano di potere salire. Quando è arrivata la Fiat Punto grigia con tre carabineri dentro, Salvatore Cuffaro è sceso e non si è sottratto ai microfoni e ai taccuini.

"Sono stato un uomo delle istituzioni, ho avuto un grande rispetto per la magistratura - ha detto Cuffaro - Questa prova non è stata e non è facile da portare avanti ma ha rafforzato in me il rispetto delle istituzioni. La magistratura è una istituzione quindi la rispetto anche in questo momento di prova, ha accresciuto in me la fiducia nella giustizia e soprattutto ha rafforzato la mia fede. Se ho saputo resistere in questi anni difficili è soprattutto perché ho avuto tanta fede e la protezione della Madonna".

L'ex presidente della Regione siciliana, oggi senatore del Pid (anche se adesso è destinato a decadere) ha aggiunto: "Affronterò la pena come è giusto che affronti un uomo che ha servito le istituzioni e che in questo momento viene messo a sopportare questa prova. E' giusto che sia così. L'ho lasciato come insegnamento ai miei figli, devono avere fiducia nella giustizia e rispetto nelle istituzioni".



Per Niki





Il tempo è molto lento per coloro che aspettano,
Molto veloce per coloro che hanno paura,
Molto lungo per chi si lamenta,
Molto breve per quelli che festeggiano,
Ma, per tutti quelli che amano, il tempo è eternità.


(William Shakespeare)


Ti Amo


Shalom


Mamma





sabato 15 gennaio 2011

NIKI APRILE GATTI,MARCO PELLEGRINO, I LIBRI PIU' VENDUTI,UNA LETTERA A CAINO E ......IL METODO MARCHIONNE




Quello che veramente ami rimane,
il resto e’ scorie
Quello che veramente ami non ti sara’ strappato
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’



Ezra Pound (pisan Cantos 81)








Ed ecco a Voi i libri piu' venduti a Natale ........
C'è un motivo...alla fine ne parliamo .....



1° In classifica dei piu' venduti:
Benedetta Parodi con "Cotto e Mangiato e "Benvenuti nella mia cucina"






2° in classifica

L'ORSCOPO 2011 di PAOLO FOX












3° in classifica
Antonella Clerici" Le ricette di casa Clerici"
















"Quest'oggetto non ha mai avuto un'utilità pratica.
Proprio per questo mi piace.
E' un pezzetto di storia che si sono dimenticati di alterare.
E' un messaggio che proviene da cento anni fa ed è un peccato non saperlo decifrare."
(George Orwell, 1984)
Ora voglio raccontarvi quello che è successo ieri......
Un bravo poeta, Marco Pellegrino, autore di un libro di poesie "Cenere e polvere" (già pubblicato), ieri ha pubblicato su Facebook una sua poesia "Lettera a Caino" per cercare a mio avviso di avvicinare le persone al problema "carceri", per sensibilizzare.....ecco la poesia(la poesia è coperta chiaramente da copyright), davvero molto bella :

*Lettera a Caino*
"Tu, con la vista striata di grigio metallo
nella gabbia dell’illusoria redenzione
condannato a brevi ore di cielo
per il tuo crimine
di uomo fragile,
quante volte interroghi te stesso
su quanto possa essere equa
questa condizione di miserabile,
la punizione sentenziata
da tribunali e leggi
che si proclamano imparziali
baluardi di giustizia
auspicando alla riabilitazione
della tua mente
celando l’inganno
torbido e tiranno
che mira ad annientarti
quasi tu fossi un disadattato
sin dall’embrione
vagito pregiudicato di reiterazione,
insetto inutile e pericoloso
da schiacciare senza pietà
che non può e non deve
appartenere a questa società,
Tu, relitto obnubilato
dal vascello immacolato.
Nella fucina dei vermi
è esiliato il tuo destino?
Quale punizione, quale carcere
può proclamare legittimità umana
quando è la stessa legge dell’uomo
che profana i diritti e i principi
da essa dettati!
E’ umano-legittimo privare la speranza
fino all’ultima goccia la dignità
di chi è nato uomo fragile?
Uomo, fallace profeta di autorità umana,
non disumanizzare Caino,
non macchiarti complice del suo stesso crimine,
incarnando il discepolo che supera il suo maestro
e subire la vendetta divina per sette volte
trasfigurare in martire il suo carnefice."


Così è stata pubblicata su Facebook e ci sono stati moltissimi commenti....oltre a quelli dei complimenti, perchè è davvero molto bella, ci sono stati quelli di......merito sul carcere......ed ora ve ne faccio leggere uno che mi ha davvero colpita:
"
    • ma tu sai veramente come sono le nostre carceri, Marco? Guarda, informati molto bene su questo punto, così come ho fatto io a suo tempo, e vedrai che in Italia, ci vorrebbero venire a pascolare parecchi carcerati di altre parti del mondo. Stanne certo! Quì non esiste il carcere duro, per molti delinquenti, la lotta quotidiana è avere più canali in tv!

Ora io non voglio entrare in merito a chi non legge non ascolta la Tv non segue i richiami della Comunità Europea sullo stato delle nostre carceri....però io dico :se non conosci perchè entrare in merito???????????

Nei primi giorni di Gennaio 2011 ci sono già stati 6 MORTI...cioè quello che io vado urlando da anni....1 ogni due giorni ................l'ultimo aveva appena 23 anni....

Questa è stata la mia risposta:

"....Ora vorrei rispondere genericamente ai commenti, perchè quando si parla di questo spinoso problema che è il carcere molte volte si parla senza sapere!!!! Ora penso che ben pochi vorrebbero venire a "pascolare" nelle carceri italiane....a MORIRE sarebbe il termine giusto!!!! Vi faccio presente che statistiche alla mano ne muore uno ogni due giorni.....davvero un bel pascolo!!!! LETALE!!!!


E poi ho aggiunto:

      Una bellissima frase di Sandro Pertini Vi dovrebbe far riflettere e MOLTO ANCHE:
      "QUANDO AVETE A CHE FARE CON UN DETENUTO, MOLTE VOLTE AVETE A CHE FARE CON PERSONE MIGLIORI DI QUANTO NON LO SIATE VOI!!!!"
      E PERTINI PASSO' DIVERSI ANNI IN PRIGIONE E POI E' DIVENTATO IL NOSTRO PRESIDENTE PIU' AMATO!!!!!!

...Io penso che fin quando avremo solo il dito per puntare gli altri noi non cambieremo mai le cose in Italia....rimarremo sempre quel popolo mediocre che siamo.....proviamo a girarlo verso di noi quel dito.......

Io non sono una buonista, dove pensate che vorrei vedere gli assassini di Niki e tutti coloro che hanno contribuito a questo stato di cose??????????????

Ma voi non riuscite a capire una cosa, per quelle persone basterebbe privarli della loro Libertà, privarli dei soldi, delle macchine di Lusso, delle escort e dei festini...quella sarebbe la loro punizione, con la privazione della Libertà si punisce e con il carcere si "rieduca"!!!!

La mancanza del rispetto dei "diritti umani" ci mette alla stregua dei nostri carnefici........

E pensiamo sempre, quando abbiamo quel dito puntato verso gli altri quello che disse Phil Ochs:

..."Mostrami la prigione,mostrami il carcere,
mostrami il detenuto la cui vita è andata male,
ed io ti mostrerò,ragazzo mio,mille ragioni
per cui è solo un caso se al suo posto non ci siamo noi."

Io penso davvero che il nostro degrado culturale non ci faccia vedere lo stato in cui rinchiudiamo esseri umani, pensate mi ha scritto un ex-detenuto e parlando della sua cella, sapete come la chiamava????????? " la mia stalla"

Allora il mio invito è quello prima di parlare di conoscere, se ignorate non parlate ...a volte il silenzio è d'oro!!!!!

Ora Vi pubblico una lettera di una persona che è dentro quella realtà, e ve la pubblico non per prendere posizioni sul caso Battisti, ma solo per farVi conoscere la realtà dal di "dentro"

Bravo Lula

Il presidente del Brasile, Lula, rifiuta l’estradizione di Cesare Battisti.

Parte dell’opinione pubblica italiana, la maggioranza dei mass media e dei politici si sono scandalizzati per la decisione.

Ma perché?

Dove sta lo scandalo?

Voi concedereste un parente, un amico, un nemico, un criminale, un assassino a un Paese come l’Italia?

Dove nei suoi carceri solo nell’anno appena finito si sono suicidati 66 detenuti?

- Due detenuti suicidi in un solo giorno a L’Aquila e a Como: (Fonte: Osservatorio permanente sulle morti in carcere, 19 dicembre 2010).

Dove le condizioni di vita dei detenuti sono quelle di un cane in un canile?

Dove in molti casi non vengono rispettati i diritti umani?

- Giustizia: Italia condannata 1.556 volte dalla Corte di Strasburgo, peggio solo in Turchia (Fonte: Italia Oggi, Anna Irrera, 9 dicembre 2010)

Dove chi è forte, potente e ricco non entra in carcere e se ci entra esce subito, mentre i poveracci ci rimangono, alcuni per tutta la vita?

Dove molti ergastolani ostativi, senza nessuna possibilità di liberazione, sono destinati a morire in carcere?

Dove ci sono detenuti che non fanno l’amore con la propria fidanzata, compagna, convivente da dieci, venti e trenta anni? Cosa che si può fare invece nelle carceri brasiliane e in Paesi fanalini di coda dell’Europa, come l’Albania!

In un Paese dove si suicidano persino gli stessi agenti di Polizia Penitenziaria?

Dove sono sottoposti più di 660 detenuti al regime di tortura del 41 bis, che da decenni non ricevono e non possono dare carezze ai propri cari? Che da decenni non possono toccare con una mano e non possono sentire l’odore della propria madre e l’odore dei propri figli?

I vetri al colloquio sono disumani perché non separano solo i corpi, ma tagliano a metà pure due cuori che si incontrano.

- Giustizia: così il “carcere duro” aumenta il rischio di suicidi… dei 66 suicidi totali solo 26 sono avvenuti in regime “comune”. (Fonte: Redattore Sociale, 20 dicembre 2010).

Voi concedereste un parente, un amico, un nemico, un criminale, un assassino a un Paese come l’Italia?

Dove certi politici usano la lotta alle mafie, ma non alla mafia politica, finanziaria e mediatica, per vincere le elezioni e per raggiungere potere e soldi?

Poche volte, quasi mai, il carcere fa diventare buoni i cattivi, ma spesso può far diventare cattivi i buoni che invece di verità e giustizia pretendono vendetta e pene infinite e dolorose.

A Cesare Battisti, se fossimo stati al posto di Lula, forse avremmo dato la pena più dura, ma mai lo avremmo consegnato a un Paese come l’Italia che ha questa classe dirigente, questo governo e questa giustizia ingiusta, perché la legalità prima di pretenderla bisogna darla.

Gli ergastolani Carmelo Musuemci e Giuseppe Reitano, Carcere di SpoletoSergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino

Allora termino questo post con un'altra frase ......

    • ‎"Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri - scriveva Voltaire -
      poiché è da essi che si misura il grado di civiltà di una nazione ..."


    • Quale è il nostro???????????

Per conoscere bene la storia del mio Niki e il trattamento ricevuto clicca qui

E Vi chiedo, ora avete capito il senso dei libri piu' venduti???????????????

Siamo Italiani una bella mangiata e tutti i problemi si risolvono!!!! Insomma ...

Cotto e Mangiato!!!!


Per Niki


"Qualcuno ha fermato il tuo viaggio .....
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
...io canto ora per Te
le mie canzoni d'Amore."
(Alda Merini da "fole, folle, folle di amore per te")
Ti Amo
Shalom
Mamma

Ascanio Celestini e il metodo Marchionne



mercoledì 12 gennaio 2011

NIKI APRILE GATTI,L'ANALISI DELLA STORIA, E .......SE TU CI FOSSI ANCORA....




Il dolore è nel sentirti così lontano da me.

Il dolore è nell’amarti e non poterti amare.







Amore mio,
quante cose ci sono da dire......è passato questo periodo dell'anno tanto bello una volta......quando la Vita era Vita ...per entrambi.....

"E' con Dio..." continuano a ripetermi....incomprensibile....ed anche se ciò fosse vero....è importante in relazione al mio dolore?????? Immaginiamo che la vita terrena sia solo il preludio di questa grande e bellissima vita eterna , immaginiamo di vivere questa esperienza terrena dove le nostre vite si incrociano e poi che il nostro viaggio continui nell'altra dimensione, ma a me è proprio questo che manca...manca la tua e la mia vita di prima....il nostro esserci!!!!! Tutto il mio corpo e la mia anima gridano:Ritorna Niki, ti prego torna da me......come prima....
La gente, le persone non esistono....la vita non esiste.....non esiste piu' per te nè per me...Tesoro mio!!!
E' Nathan che mi lega qui.....
Quanto ti piacerebbe Nathan, ti somiglia molto ed anche caratterialmente, è un bambino dolcissimo e non fa altro che parlare di te..... quanto Amore gli avresti continuato a dare e quante cose gli avresti insegnato.....
Ciò che soffoca ogni parola in gola è la beffa di questa vita , pensi... speri... credi... e poi ti rendi conto che invece è tutto fatuo ....oggi hai il mondo nelle mani....domani piu' nulla ...
Senza di Te non è piu' nulla....mi manchi da morire....
Ti Amo
Shalom
Mamma

Niki ....se tu ci fossi ancora.......ci basterebbe un sorriso.......per un abbraccio di un'ora.....



Tendimi la mano............Aiutami!!!!!



Ripropongo l'analisi della storia del mio Niki stilata dall'Avv. Paolo Franceschetti:

La vicenda
19 giugno 2008 la signora Ornella Gemini viene a sapere che suo figlio, Niki Aprile Gatti, è stato arrestato.
Niki è un ragazzo di 27 anni, esperto di informatica presso una società di cui è anche socio minoritario. Abita a San Marino, dove ha sede la società in cui lavora.
La mattina del 19 giugno Niki viene avvisato dalla madre di uno dei soci, che la sera precedente era stato arrestato il figlio; la donna gli chiede se può recarsi a Cattolica dall’avvocato Marcolini, il legale aziendale.



Niki va a colloquio dall’avvocato e, quando esce, viene arrestato.
Viene arrestato il 19 giugno con l’accusa di “frode informatica”. Ricordiamoci questa accusa, perché sarà importante nel prosieguo. Viene tradotto nel supercarcere di Sollicciano, mentre altri due arrestati verranno portati nel carcere di Rimini, che sarebbe la sede più naturale.
Mamma Ornella contatta l’avvocato aziendale, che le dice che Niki è in isolamento per qualche giorno, quindi è inutile cercare di contattarlo.
Inizia anche una serie di telefonate e pressioni varie per convincere la signora Ornella a cambiare avvocato. Ma lei insiste. Vuole l’avvocato Marcolini che, essendo il legale aziendale, conosce meglio di ogni altro le vicende societarie.
Il 20 giugno però, alle 20,58 viene spedito a Niki un telegramma: devi nominare l’avvocato X. Il telegramma viene spedito dalla casa di Niki stesso, che in teoria avrebbe dovuto essere sotto sequestro.
Niki non sa che la madre è contraria. Come potrebbe saperlo se non si sentono da giorni? E di fronte ad un invito così perentorio Niki esegue.
Il giorno dell’udienza, il 23 giugno, Ornella viene a sapere che suo figlio ha cambiato avvocato. La signora torna a casa senza aver potuto vedere suo figlio.

Il 24 giugno alle ore 13,15, arriva una telefonata sul cellulare della signora: “E’ il carcere di Sollicciano, suo figlio si è suicidato”
Senza seguire le normali procedure (le quali prevedono che la direzione del carcere avvisi la polizia, la quale si deve recare dai parenti insieme ad uno psicologo) qualcuno ha telefonato direttamente al cellulare della signora.

Il 19 luglio il marito della signora Ornella si reca a San Marino per sistemare le questioni relative all’appartamento che Niki aveva in affitto. E… sorpresa… l’appartamento è stato completamente ripulito. Non ci sono più neanche i mobili. Tutto sparito: Pc del ragazzo, vestiti, lettere, tutto…

Ma veniamo al suicidio. Niki si sarebbe impiccato con il laccio di una scarpa e un paio di jeans, appendendosi alla finestra del bagno, senza l’altezza necessaria. Una tecnica possibile da attuare in linea teorica, ma quasi impossibile da realizzare nella pratica, perché – ammesso e non concesso che il laccio non si spezzi, e ammesso e non concesso che il laccio sia lungo abbastanza da poterci costruire un cappio - si muore dopo tanto tempo, e con sofferenze atroci, il che fa sì che l’istinto di sopravvivenza porti il potenziale suicida a desistere prima di terminare l’operazione.
E’ la stessa tecnica dei suicidi con le buste di plastica. Impossibili da realizzare nella pratica, anche se in teoria sono fattibili. Questo perché l’istinto di sopravvivenza, nella fase della mancanza di ossigeno, prevale sulla volontà di morte e in genere la persona tende a liberarsi sentendo il senso di soffocamento. Quindi il 99 per cento dei suicidi con le cosiddette buste di plastica sono in realtà omicidi.

Dopo due giorni, il funerale. Il figlio non lascia neanche una lettera alla madre. Si sarebbe suicidato così. Senza un motivo. Appena 4 giorni di carcere, in pratica, avrebbero piegato la volontà di Niki fino a farlo decidere di togliersi la vita. Inoltre il ragazzo, a quanto dicono alcuni testimoni, era tranquillo, con la coscienza pulita, non aveva motivo di decidere per una fine così tragica.
Il Pm archivierà tutto come suicidio. Non terrà conto quindi delle tante, troppe stranezze di questa vicenda. Dal verbale risulta che un agente aveva parlato con il ragazzo alle 10. Ma l’ora della morte è fissata proprio alle dieci. Una contraddizione insanabile.
I due compagni di cella di Niki non riescono a ricostruire l’accaduto in maniera credibile perché le due versioni dei fatti sono discordanti.
Manca l’esame tossicologico sulle cause della morte.
Eppure tutto questo, non è sufficiente per fare indagini ulteriori e tutto viene archiviato.

La signora fa opposizione all’archiviazione ma… sorpresa… l’opposizione all’archiviazione si perde… Per fortuna il legale ne conserva una copia e la deposita nuovamente.


Approfondendo la questione vengono alla luce altre anomalie.
Verranno arrestate altre 17 persone in questa inchiesta. Niki era l’unico che aveva dichiarato al magistrato di voler collaborare. Sarà l’unico a suicidarsi. Gli altri, che si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, verranno tutti liberati in poco tempo. Strano destino no? Le persone che hanno tenuto la bocca chiusa, sono state liberate. L’unico che voleva parlare, ha avuto la bocca chiusa per sempre. Strano destino che ricorda un po’ la legge del contrappasso…

Nei giorni successivi Ornella chiede la documentazione relativa alla posizione del figlio alle società per le quali il figlio lavorava. Ma non riceve alcuna risposta.

O meglio. Riceve una risposta nel tipico linguaggio di noi legali quando vogliamo prendere tempo: “La società Sofisa (NB. Il nome ricorda Sofia, la sapienza…) nel rispetto della legge Sanmarinese fornirà in futuro tutte le informazioni che le verranno richieste”.

Ma la signora, ad oggi, non ha ancora ricevuto niente.

Da legale decido di fare un controllo. Vediamo cosa dice la legge sammarinese al riguardo… faccio una ricerca e mi trovo alla voce “società” 152 documenti in ordine sparso solo sul diritto societario. Migliaia di pagine cioè. Poi dovrei controllare le sanzioni civili e penali per gli inadempienti, ecc…
Inoltre scopro che non esiste un vero e proprio codice perché a San Marino si applica “il diritto comune”… che è una espressione tecnica per dire, in linguaggio giuridico, che non esiste una legge specifica, non esiste un codice cioè, ma esistono una miriade di leggi caotiche che si applicano non sai bene come.
Quanto basta per far desistere chiunque a meno che non sia un legale e che non abbia a sua disposizione un intero periodo di ferie…
Ma da avvocato oramai non mi stupisco più perché so che la legge è fatta per fregare il cittadino, non per tutelarlo. Il potente non ha bisogno di conoscere la legge perché ha la certezza che qualunque essa sia, comunque non verrà applicata. Il cittadino comune, invece, se vuole conoscere un suo diritto (un diritto teorico, perché poi è tutto da vedere se sia possibile chiederne l’applicazione pratica) deve sborsare migliaia di euro.


Le stranezze.
- Molte sono le cose che non quadrano in questa vicenda.
Anzitutto in isolamento non si può ricevere alcun telegramma. Come gli è stato recapitato? E da chi?
Assurdo poi che sia stato mandato dalla casa di Niki… solo i servizi segreti possono fare questo e ottenere questo. Provate voi, cittadini qualunque, a mandare un fax dalla casa di un arrestato, e vedete che vi succede.
Assurda anche la telefonata dal carcere sul cellulare della signora, in barba a tutte le procedure. Ma è chiara la tecnica e anche il fine di questa telefonata. Aumentare il dolore della signora, farla impazzire dal dispiacere affinché lei non capisca la verità e abbia ancora meno forza per combattere.
Assurda un’archiviazione senza preventivo esame tossicologico. Assurdo l’ostruzionismo alla richiesta della signora di avere i documenti relativi alla posizione societaria di suo figlio.
Assurdo che uno venga mandato in un carcere speciale, di massima sicurezza, quando è tratto in arresto per un reato di minima gravità. Frode informatica!!! Ci sono persone che stuprano, che uccidono, che rubano miliardi, e che sono in giro libere. Ma per una “frode informatica” c’è bisogno di un carcere di massima sicurezza!
Assurdo che un ragazzo si suicidi con il laccio di una scarpa..

In uno stato di diritto serio, in cui il diritto veramente fosse uguale per tutti, si metterebbero innanzitutto sotto inchiesta i periti e il PM.
Poi si procederebbe con le indagini facendo l’analisi tossicologica, andando a vedere che ruoli aveva Niki nella società, e in tal modo si risalirebbe ai mandanti con una facilità tale che, probabilmente, la cosa sarebbe alla portata anche di un dodicenne con un basso quoziente intellettivo.
Nel nostro stato, invece, ci sarà sempre un muro di gomma. Lo stesso muro di gomma che c’è stato per tutte le persone uccise nei decenni precedenti.


Conclusioni
Cara Ornella, come promesso le ho scritto l’articolo.
Aveva torto l’avvocato cui lei si rivolse. Non abbiamo bisogno di prove, per dimostrare l’omicidio. Non abbiamo bisogno di prove e moventi. E neanche di mandanti.
Le prove ci sono tutte. Quando attorno ad una vicenda si muove un casino infernale, come ho scritto varie volte, quando le istituzioni fanno muro, quando compaiono personaggi iscritti in massoneria da destra e da sinistra, si può star sicuri che l’evento non è una morte accidentale, per il semplice motivo che altrimenti tutti si prodigherebbero per fare il massimo affinché lei possa arrivare all’accertamento della verità.
Quando invece tutti remano contro, allora vuol dire che la morte è un caso di omicidio e non di suicidio.
I moventi sono chiari e li ha scritti lei sul suo blog. Suo figlio era l’unico che voleva collaborare, dei 18 arrestati. E collaborare con la giustizia, nel nostro paese, non è permesso. Chi collabora veramente muore. E in genere muore prima ancora di poter arrivare a dire qualsiasi cosa o a fare qualsiasi cosa.
Abbiamo anche i mandanti.
I mandanti sono facilmente individuabili, perchè sono tutte le persone che sono coinvolte nella vicenda di suo figlio. Tutte le persone che in qualche modo hanno depistato, sviato, inquinato, impedito… Per il nostro codice penale, signora, all’articolo 110, le persone che concorrono in un reato a qualsiasi titolo sono punite tutte allo stesso modo. Istigatori, mandanti ed esecutori, hanno più o meno la stessa pena.
Il mandante, signora Ornella, è il sistema stesso. Talvolta non c’è un ordine di esecuzione che parte dall’alto, da una persona determinata, come si vede nei film. E’ il sistema che decreta la tua morte, col consenso di tutti quelli che ne fanno parte e che lo accettano supinamente o attivamente. Persone come Rino Gaetano, come Tobagi, come Pecorelli, le persone uccise in questi decenni nei centri sociali, Lucio Yassa, Betty Altomare, non avevano un nemico preciso, individuato…Erano scomodi al sistema, e il sistema impone l’eliminazione degli elementi sgraditi.
Quindi l’ordine di esecuzione per suo figlio, sarà stato dato da una pluralità di persone d’accordo tra loro, perché la sua scomparsa fa parte di un sistema di regole codificato da secoli. Suo figlio aveva deciso di parlare, e questo, per chi lavora in una società che fa affari illeciti in un paradiso fiscale come San Marino, è uguale alla morte.
Lei signora è una delle prime, a quanto mi risulta, che non solo ha capito subito la verità, ma anche che la sta cercando con vigore.
Allora signora, so che questo non la consolerà. Ma noi buddisti crediamo che ogni anima si incarni in un corpo e in una vita determinata per un compito preciso. Quello di suo figlio era di scomparire in questo modo.
E quello suo è quello di far conoscere la verità a più gente possibile perché, come ha detto anche lei, solo la verità rende liberi, e forse un giorno, fra decenni, liberi lo saremmo veramente, col contributo di tutti noi. Per aiutare tutte le madri nella sua condizione e tutte le persone morte inconsapevolmente per un motivo che neanche conoscevano o intuivano, all’epoca.
Affinchè questa strage di innocenti finisca un giorno, probabilmente quando noi non ci saremo più.

Previsioni per il futuro
Cara signora, non so se lo sa, ma leggevo i tarocchi fin dall’età di quindici anni.
Ora che sono grande non ho bisogno dei tarocchi per sapere quello che le succederà.
Glielo dico in anticipo, affinché lei si possa cautelare in tempo. Ripetendole alcune cose che le ho detto quando ci siamo incontrati al mio studio.
Spesso le spariranno dei fascicoli in tribunale.
Le sue domande spesso, anche se non sempre, rimarranno senza risposta.
Se i media nazionali la ascolteranno e la faranno parlare, ometteranno proprio le cose più importanti, e cioè: in che società era suo figlio? Di cosa si occupava la società? Chi erano i suoi colleghi e in che rapporti erano con le inchieste di De Magistris? Queste cose, i media nazionali non lo diranno mai, e in ogni trasmissione o intervista in cui lei comparirà verrà sempre insinuato il dubbio che lei sia una visionaria che non accetta la morte di suo figlio.
Quando sarà vicina alla verità o quando avrà qualcosa di importante da divulgare, sarà il momento che non la faranno parlare.
Faranno di tutto per allontanarle la gente vicina e forse la riempiranno di querele e procedimenti giudiziari affinché lei passi tutto il tempo a difendersi e non abbia tempo di fare altro.
Perdere i documenti in tribunale, archiviare con motivazioni fantastiche, ecc… è una delle loro tecniche per sfinire psicologicamente una persona.
Cercheranno di avvicinarle persone che carpiranno la sua buona fede aiutandola molto, entrando magari nel cerchio delle persone di sua fiducia per poi tradirla dopo mesi o anni di aiuto.
Faranno di tutto per creare situazioni in cui far litigare lei e suo marito, o lei e le sue amiche, o per dividere il comitato costituito per suo figlio.

Le dico quel che deve fare per evitare al minimo i guai.
Il nostro sistema giudiziario è un colabrodo fatto per proteggere i delinquenti. Quindi rivoltiamo il sistema contro chi il sistema l’ha creato.
Dal punto di vista giudiziario è sufficiente non avere beni e non avere intestato nulla, così potrà evitare di perdere tempo in giudizi defatiganti, in quanto le eventuali cause civili contro di lei si risolveranno in un nulla di fatto.
Dal punto di vista penale non tema querele o altro. Per reati di diffamazione nessuno va in galera fino a condanna definitiva, e con i tempi della nostra giustizia e un bravo legale lei farà andare tutto in prescrizione. Quindi dica la verità senza paura. Al massimo, se subirà la condanna, ciò avverrà fra parecchi anni, quindi stia tranquilla e consideri gli eventuali atti giudiziari per quello che in realtà sono: dei pezzi di carta, che non hanno il potere di modificare la nostra vita reale, se noi non gli diamo questo potere.
Se poi per disavventura finirà in galera, basta che impari delle tecniche di meditazione, si può stare fermi anche una giornata senza soffrire l’isolamento e con le leggi che abbiamo in genere si sta fuori dopo pochi giorni.
Queste cose valgono tanto per lei quanto per suo marito, perché cercheranno di colpire lui per potervi dividere e renderla più debole.

Dei depistaggi, delle persone che verranno a creare confusione, non si preoccupi. Prima o poi queste persone si tradiscono, e chi è in buona fede le scopre. Magari ci mette anni, come è capitato a noi, ma vengono sempre scoperte.
Se non darà importanza al denaro, non sarà col denaro che potranno colpirla.
Se non darà importanza alla sua “reputazione” facendola dipendere da un certificato penale che nel nostro stato ormai è solo carta straccia, non sarà con i processi penali che riusciranno a colpirla.
Se non darà importanza alla sua vita, perché la considererà importante quanto la vita di suo figlio, quanto la vita delle persone che la circondano, e di tutte le persone che verranno dopo di lei, e se capirà che tutto ciò che fa è indirizzato a tutte le persone che dovranno ancora morire, quelle che sono morte, che sono state diffamate, infangate, dimenticate, e lo saranno in futuro, allora non sarà con la paura di morire che la fermeranno.
Se poi lascerà che l’amore di suo figlio la guidi sopra ogni altra cosa e insieme con esso la guidi l’amore per la verità, di suo figlio e di tutte le altre persone nella sua situazione, allora non la potrà fermare nessuno.
Se tiene presente che quello che è successo a lei, è successo a centinaia di persone in passato e succederà ancora, se tiene presente che quello che lei fa oggi per suo figlio, lo fa anche per tutte le persone che verranno uccise in futuro, allora sappia che se lei vincerà, lo avrà fatto anche per tutte le persone che verranno in futuro dopo suo figlio. E allora la morte di suo figlio avrà un senso, e verrà un giorno, fra molti e molti anni, in cui oltre al dolore immenso per la scomparsa di Niki, proverà l’orgoglio di sapere che la morte di suo figlio è servita a tante persone, in Italia.
Vada avanti. Per quello che potrò, cercherò di starle vicino.
Con affetto.
-
-
Ps. La signora Gatti ha costituito un comitato che si adopera per far emergere la verità sul figlio.
E ha aperto un blog per informare degli eventi

Per Niki


"Pianta il tuo seme,
spargilo al vento,
tu puoi morire ma la forza della vita resta,
il flusso delle correnti ti aiuterà,
o viaggiatore"
(Antico popolo Maori)
Ti Amo
Shalom
Mamma





sabato 8 gennaio 2011

NIKI APRILE GATTI, YARA GAMBIRASIO, IL DOSSIER, LA LETTERA ANONIMA E ........LA PAURA



"Tu sorgi persino
dalla terra dei morti,
rosa tu che porti
verso un giorno d'oro
...questa gioia convinta.
Sono loro, il cui cranio
vuoto nulla sapeva......"
Rainer Maria Rilke


Troviamo questo fascicolo redatto dalla



Confesercenti di Terni-Sos Impresa-Camera di Commercio di Terni dal titolo:



"La Mafia, Il suo Ghota e le infiltrazioni nell'Italia centrale"



è di Giovedì 18 Novembre 2010 leggetelo tutto perchè è molto interessante, qui ne riportiamo solo uno stralcio....



Dalla banda degli Ex pentiti all’Operazione Naos



Indagando sul traffico di stupefacenti, intimidazioni e incendi, rapine e altri traffici illeciti, la Dda di Perugia scopre quello che verrà definito dagli stessi inquirenti il clan degli ex-pentiti, che ha agito sul territorio umbro nel biennio 2006-2007. Dalle indagini è emerso che, nel carcere di Voghera, un ex-collaboratore di giustizia, Salvatore Menzo appartenente al clan mafioso di Niscemi, avrebbe deciso, insieme ad altri detenuti, di andare a vivere, al termine della pena, a Perugia, dove aveva una serie di conoscenze utili sia negli ambienti malavitosi, sia nella finanza. Scelta rivelatasi vantaggiosa per il neo gruppo criminale che, da subito, è riuscito a imporsi sul territorio, attraverso il traffico di stupefacenti (soprattutto cocaina dalla Lombardia), di armi, il controllo della prostituzione e il riciclaggio di denaro sporco, entrando in contatto con il clan Farao-Marincola di Cirò Marina.



Anche una seconda indagine, condotta dal PM di Perugia Duchini, vedono al centro le attività illegali di Menzo e del suo gruppo, nonché il night club Kristall di Perugina, oltre a numerose altre insospettabili società. Un’inchiesta partita dallo sfruttamento della prostituzione e arrivata al riciclaggio di denaro sporco che vede Menzo, secondo gli inquirenti, al centro di un’intensa attività di riciclaggio nei settori finanziario e immobiliare. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio clan mafioso, legato ai rispettivi clan di origine e a nuove cellule residenti in Lombardia. Oltre a Menzo nel gruppo troviamo Marcello Russo, pugliese ex-pentito, e Salvatore Conte, casalese, anche lui ex-collaboratore di giustizia, affiliato al clan camorristico La Torre. Quest’ultimo è ucciso, nel marzo 2007, all’interno di una faida interna, perché diventato “inaffidabile”. L’omicidio, strano a dirsi, è avvenuto proprio sul territorio umbro e il cadavere verrà ritrovato in un bosco di Carpiano di Monteurbino, nel novembre 2007.



A raccontare tutto Paolo Carpissati, un imprenditore, che, dopo una serie di disavventure, è entrato in contatto con il clan e un gruppo criminale albanese dedito al traffico di stupefacenti. Dalla collaborazione di Carpissati e dopo l’arresto di Marcello Russo emergono anche altri aspetti inquietanti dell’intera vicenda. Il clan agiva in territorio umbro, mantenendosi però in stretto contatto con camorristi campani, stanziati nel capoluogo lombardo.



Le indagini infatti si snodano tra l’Umbria, la Lombardia, ma anche la Toscana e la Sicilia.



A svelare i fitti intrecci e la pericolosità del gruppo, un’indagine della Procura di Firenze su una serie di truffe telefoniche, che ha visto coinvolti il presidente dell'Arezzo calcio Piero Mancini, titolare della Fly Net di Arezzo, Giuseppe Cimieri, calabrese di Ciro' Marina, residente a Perugia, il fratello Fancesco Cimieri, residente a Londra, e Carlo Contini, residente a Perugia.



I tre avrebbero costituito a Londra due societa', la Plug Easy e la Global Management Trade Ldt, dove venivano trasferiti i soldi provento delle attività illecite. Ed è proprio con Salvatore Menzo, capo del clan degli ex pentiti, che i calabro umbri Cimieri e Contini, avrebbero avuto contatti diretti.



Nel febbraio 2008 scatta l’Operazione Naos, considerata la prima e più grande operazione an- timafia nel territorio umbro: cinquantasette arresti, di cui venti in Calabria, tra gli arrestati amministratori e dirigenti locali, accusati di poggiare politicamente un accordo imprenditoriale tra ‘ndrangheta e camorra per controllare e gestire gli appalti in Umbria, impossessarsi di aziende pulite, ed espandere le proprie capacità aziendali e di business. A svelare l’accordo oscuro i carabinieri del Ros che, al termine di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Perugia, hanno eseguito gli arresti nei confronti dei presunti appartenenti al sodalizio mafioso collegati al clan dei casalesi e alla ‘ndrina dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti, una delle cosche calabresi più forti e pericolose. Le indagini sono state divise in due parti, la prima ha riguardato le cosche calabresi, la seconda, invece, ha permesso di mettere in evidenza, proprio nel territorio umbro, dell’esistenza di un sodalizio legato al clan dei casalesi che, pur mantenendo contatti con l’organizzazione di appartenenza, ha operato in totale autonomia e in collaborazione con la criminalità umbra per gestire il traffico di stupefacenti e di autovetture rubate e clonate, per riciclare il denaro sporco in attività edilizie e gestire un giro di assegni falsificati. A siglare gli affari calabro-umbri una sostanziale pax mafiosa, in grado di tenere lontana l'attenzione delle forze dell'ordine. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Antonella Duchini, ha evidenziato quelle che nell'ordinanza di custodia cautelare del gip perugino vengono definite le nuove strategie del gruppo criminale, miranti a spostare, dagli storici territori di appartenenza, l'attività soprattutto economica delle famiglie. Riguardo al presunto sodalizio costituito in Umbria, nell'ordinanza è rilevato il suo elevatissimo spessore criminale tenuto conto della rete di intese con i vertici delle famiglie della 'ndrangheta del versante ionico e con i loro emissari. Nel provvedimento si fa inoltre riferimento all'accordo tra alcuni degli arrestati per costituire a Perugia una serie di società pulite attraverso le quali aggiudicarsi appalti pubblici e privati mediante concessioni ottenute con intimidazioni e corruzioni. In particolare, le ‘ndrine calabro umbre, si apprestavano a investire in un centro turistico a Norcia, fra i monti sibillini: un villaggio turistico, comprensivo di campeggio, albergo, ristorante, minimarket e una cinquantina di mini appartamenti nel bel mezzo del Parco nazionale. Gli inquirenti, poi, hanno individuato sul territorio, fra Perugia e Ponte San Giovanni, imprese, intestate a prestanome, nate esclusivamente per la partecipazione ai bandi di gara. Alcune di queste aziende contenute nell’ordinanza di custodia cautelare sono: Teti spa, Bnn costruzioni srl, Emmebì costruzioni srl, Italappalti, Imextra spa, IV millennio, Magliulo Costruzioni, Edil Benny. Gli appalti erano concentrati in gran parte nel comune di Marsciano (Pg) dove per realizzare un lavoro sarebbero stati utilizzati materiali scadenti, all’insaputa della ditta pulita che ne copriva l’appalto e che a sua volta lo aveva subappaltato ad altre due ditte: la EdilBenny e la IV Millennio.



Al centro del sodalizio Giuseppe Benincasa, calabrese di origine residente da anni sul territorio umbro, già noto agli inquirenti come pregiudicato, che era riuscito a porsi grazie alle sue amici- zie in noti ambienti calabresi e umbri come interfaccia, locale e mafiosa, sul territorio.



Dalle attività d'indagine –ha scritto il gip - emergeva come i guadagni illeciti dell'organizzazione venivano reinvestiti dai singoli in attività all'apparenza legali, che permettevano di ripulire enormi quantità di denaro.



A gestire il cartello d’imprenditori sempre Giuseppe Benincasa, ma nelle compagini societarie, oltre a nomi di comodo, figurano altri indagati che, in una sorta di rete d’incarichi di rappresen- tanza, da un lato rendono problematica dall'esterno la ricostruzione del gruppo societario, dall'altra hanno consentito al sodalizio di gestire, in maniera unitaria, gli interessi comuni.



L’intera operazione, la prima che sancisce la presenza della mafia, così come la connota il 416 bis, è la dimostrazione che non sono infondati gli allarmi riguardanti soprattutto l’intensificarsi del traffico di stupefacenti e come sia in atto, da tempo, il tentativo di esportare e radicare in Um- bria una pratica del malaffare da estendere poi a settori dell'economia e della società umbra.



Il dossier è molto lungo e molto complesso......ma l'indagine della Procura di Firenze è l'Indagine Premium?????? C'è secondo voi qualcosa in piu' "dell'ombra della Mafia" ????????

Di cosa Niki avrebbe potuto parlare con i Magistrati????? Di cosa Niki era venuto a conoscenza??



Mi chiedo a che punto saranno ora queste Indagini?????? Perchè ripeto il dossier è del Novembre 2010.....e ci sono state altre indagini altri provvedimenti.....





Mi domando ....:" Quando potrò sapere la Verità su mio figlio????"



Ancora nessuna notizia su Yara........

Missiva giunta all'Eco di Bergamo: «Yara è nel cantiere di Mapello, ho paura»






MILANO
- Mille piste ma nessun indizio decisivo. Dopo quella del furgone, le attenzioni degli investigatori alla ricerca di Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa il 26 novembre scorso, si stanno incentrando sull'ormai celebre cantiere di Mapello, a seguito di una segnalazione anonima. A destare l'attenzione degli inquirenti le parole inquietanti spedite per posta alla redazione de «L'Eco di Bergamo» da un anonimo: «Yara è nel cantiere di Mapello, ho paura».


LA LETTERA - La redazione del quotidiano bergamasco ha ricevuto una lettera questa mattina, 8 gennaio, in una busta timbrata al centro di smistamento postale di Milano Borromeo nella giornata di venerdì. All'interno un cartoncino nero in formato A4, con sopra un messaggio scritto non a mano, ma con caratteri ritagliati da altre riviste e pubblicazioni: «Yara è nel cantiere di Mapello, ho paura». La redazione ha chiamato il 113: sul posto è intervenuta la squadra mobile e la polizia scientifica. Il messaggio sul cartoncino è stato sequestrato. A Brembate Sopra, proprio oggi, sono ancora in corso alcune ricerche. I carabinieri stanno utilizzando il georadar messo a disposizione dai carabinieri del Ros: strumento in grado di rilevare eventuali anomalie nel terreno e nei manufatti, fino a 12 metri di profondità.



Per Niki


T’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente,entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
T’amo senza sapere come, nè da quando nè da dove,
t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

(Neruda)

Ti Amo

Shalom

Mamma